Sono le 8.05  di un Martedì sera qualunque, sto scrivendo dal Google Campus a Londra, situato in zona Est, conosciuta per la grande presenza di aziende tecnologiche e innovative.
Tanto per capirci: in questa zona Amazon ha aperto il suo centro di sviluppo dei Digital Media, Facebook ha acconsentito a crearvi una base per il programma “Developer Garage” , Google ha creato una hub innovativa per lo sviluppo di applicazioni e servizi next-generation, ovvero il luogo da dove sto scrivendo questo articolo.

Alla fine di questa lunga giornata lavorativa stavo pensando a quanto velocemente sia passato il tempo e non me ne sia nemmeno accorto.

In Italia, “Tra chi ha un lavoro, solo il 20% è pienamente soddisfatto dell’attuale impiego, mentre oltre il 25% è poco, per nulla soddisfatto. Un giovane su quattro, quindi, pur di lavorare e non rimanere a casa a rigirarsi i pollici, accetta un impiego lontano dalle proprie aspettative”, scrive in un report l’Istituto Toniolo (Ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore).

I numeri sono molto alti, tu che stai leggendo l’articolo sei probabilmente tra quel 25% di giovani che si alza la mattina senza una vera motivazione, senza una spinta che ti butta giù dal letto con il sorriso in volto.
Alzarsi ogni giorno con questo spirito ti rovina dentro. I giorni passano, i mesi passano, gli anni passano, e sei sempre più insoddisfatto.

Fonte: galleria.riza.it

Prometti a te stesso di cambiare, di trovare un lavoro migliore, vuoi essere più felice, ma questa svolta sembra non arrivare mai.

So bene come ci si senta. Ci sono passato anche io.

Mi ero laureato a Luglio del 2013 in Relazioni Pubbliche e Comunicazione d’Impresa alla IULM di Milano, mi sono subito trasferito per qualche mese in Thailandia per fare uno stage alla Camera di Commercio Italo Thailandese, esperienza magnifica che, purtroppo, è terminata alla fine dello stage.

Ritornato in Italia, dopo qualche giorno ho subito deciso di andar via, senza nemmeno pensarci due volte.

Biglietto di sola andata per Londra con un budget molto limitato e un mese di tempo per trovare ciò che mi serviva per rimanere, un lavoro qualsiasi per cominciare e un tetto sopra la mia testa dove vivere.

Quei pochi Euro che mi ero portato erano diventati ancora di meno a causa del cambio sfavorevole. Avevo poco meno di 700 sterline e un mese di tempo per trovare una sistemazione e un lavoro.

10450848_10204337423180242_6123681455915668665_nNel giro di 3 giorni ho trovato una casa dove vivere e un lavoro in un pub.

Dopo aver cambiato due lavori nel settore della ristorazione, erano già passati 8 mesi dal mio arrivo a Londra, mi promettevo di mandare almeno un curriculum al giorno ma lavorando tra le 45 e 50 ore a settimana non riuscivo proprio con i tempi. Anche durante il giorno libero era molto difficile cercare lavoro.

Il tempo passava inesorabilmente, finché finalmente non mi sono deciso ad accettare il fatto che per trovare il lavoro che volevo dovevo staccare la spina dal ritmo frenetico del lavoro nell’area della ristorazione.
Ecco perché dal mio full time sono passato ad un part time di 25-30 ore settimanali.

Avevo due strategie per la ricerca del lavoro, una abbastanza particolare, una un po’ più tradizionale.

La prima strategia è stata quella di girare per la città, cercare gli uffici più belli, scoprire che aziende lavoravano lì e mandare il CV, sperando che qualcuno mi rispondesse, sognavo ad occhi aperti guardando gli uffici bellissimi della capitale Inglese.

Non è stato facile. Non sono, difatti, riuscito a trovare lavoro in questo modo, o almeno non subito.

Vi spiegherò in seguito.

L’altra strategia è stata quella di spendere i miei risparmi in consulenze professionali sulla ricerca del lavoro a Londra.

Nonostante la mia buona preparazione sul mercato del lavoro Italiano, grazie al mio impegno con iTalentJob cominciato due anni prima, in Inghilterra è completamente diverso.

A Londra c’è tantissima competizione. Il posto di lavoro te lo devi sudare.

Mi chiedevo perché dovessero scegliere me invece di un Inglese madrelingua che sicuramente ha meno barriere all’ingresso.
Consultandomi con una professionista delle HR ho capito quali erano le maggiori differenze riguardo la ricerca del lavoro tra Inghilterra e Italia, ho adattato il mio CV e ho iniziato sul serio a cercare il lavoro che volevo.

15 applications al giorno, sempre! Dal Lunedì alla Domenica, anche quando lavoravo al pub. Durante la prima settimana avevo trovato uno stage non pagato in un’azienda di Venture Capitalist.
Lavoravo lì la mattina e la sera al pub: sono state due settimane molto dure, ma la ricerca del lavoro continuava comunque, e la mia fortuna è stata quella di trovarmi a cercare lavoro su Twitter. Ho visto un tweet interessante e ho mandato la mail al contatto indicato.

 

Ufficio Ticketmaster

Mi rispondono dopo 10 minuti, dopo due colloqui ero dentro: contratto a tempo indeterminato e ben pagato in un’Agenzia di Packaging Design come Assistente di Marketing.

La felicità dura poco, mi accorgo quasi subito che quel lavoro non mi piaceva, il settore del packaging design era molto statico, l’azienda nata 30 anni fa mostrava la sua struttura ormai consolidata e avversa al cambiamento. Mi sono stancato dopo pochi mesi, ma ho deciso di lasciare dopo 10 mesi di lavoro.

Alcuni di voi pensano che sia un pazzo: lasciare un lavoro a tempo indeterminato con buona paga senza avere una soluzione alternativa. 

Vi dico che non c’è nessuna scusa che tenga, se qualcosa non vi piace, non fatela. Semplice.

Una volta che ho lasciato quell’agenzia sono subito tornato alla ricerca del lavoro. Settembre e Ottobre sono passati tra curriculum inviati e colloqui, anche alla Apple ed AirBnb.

Alla fine eccomi qui, al Google Campus, a lavorare come Community Manager per CrowdVille, un’azienda tecnologica che crede veramente nel potere del crowdsourcing.

Sono già passati più di 3 mesi, adesso sono le 20:45 e non sono per niente stanco, potrei lavorare per altre 10 ore.

La lezione che ho imparato nei 2 anni che ho vissuto qui a Londra è molto semplice: se non ti piace qualcosa, fai ciò che puoi per cambiare le cose.

Investi un’ora al giorno in un corso online che migliori il tuo profilo -ho scritto un articolo con tanti corsi online da poter seguire qui-, vai agli eventi di networking gratuiti dove puoi incontrare tanta gente, soprattutto chi può darti un lavoro, leggi la nostra esperienza qui.

Facendo un lavoro non attinente alle tue aspirazioni perdi tempo prezioso e soprattutto conoscenze. In un interessante articolo che ho letto qualche giorno fa, l’autore sostiene che se non spendete almeno 5 ore alla settimana a imparare cose nuove online, state diventando obsoleti.

È per questo che dovete essere sempre aggiornati, anche quando fate un altro lavoro: spendere del tempo ad aggiornarsi è il metodo migliore per non perdere terreno nei confronti dei vostri aspiranti colleghi.

Nel caso in cui non possiate rimanere senza lavoro, potete sempre cercare altre opportunità mentre state facendo l’altro lavoro; non c’è nulla di male, il mercato del lavoro adesso è totalmente dinamico e flessibile.

 

PS. Vi avevo accennato del fatto che una parte della mia strategia di ricerca del lavoro era quella di andare in giro per la città vedendo gli uffici che mi piacevano di più.

Il segreto è che sono anche passato dal Google Campus e avevo lavorato qualche giorno dal caffè aperto a tutti, il fatto di ritrovarmi qui è un caso, ma nulla accade se non l’hai sognato prima 😀

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