Quante volte si sente parlare della famigerata “fuga di cervelli”.

che cos’è veramente? ed è giusta?

Per rispondere a questo è più semplice ricorrere a qualche dato statistico ma prima cerchiamo di definire “fuga di cervelli”. Ebbene non è altro che l’emigrazione di persone di grande talento e potenzialità verso altri paesi-

L’italia ha registrato un’emigrazione di domicilio a partire dal 2008 di 60000 all’anno, di persone sotto i 40 anni. Dal 2008 al 2009 si sono registrati dei trasferimenti di residenza pari agli 80.000 solo in 1 anno, la maggior parte giovani laureati in cerca di fortuna e di condizioni miglio           

Le motivazione e i presupposti per cui “i cervelli” fuggono sono ben chiari a tutti ma bisogna tenere conto di una cosa che deve essere ancora più chiara. Questa emigrazione porta solo in una direzione, ovvero, al rallentamento del progresso tecnologico, culturale in quanto viene a mancare sempre di più il precursore che fa evolvere il paese: il Capitale Umano.

Il Capitale Umano siamo noi. Tutti quanti.

E se pensate davvero che il  paese non ha bisogno di noi forse dovreste pensarci meglio.

Si sente tanto parlare di persone che, con più che condivisibili motivazioni, dicono “me ne vado all’estero perché in Italia non c’è futuro”.

Il periodo è difficile, probabilmente sarà uno dei più difficili della storia è vero. Ma se noi che siamo italiani scappiamo dall’Italia quella bella nazionalità “Italiana” che possiamo vantare in tutto il mondo a testa alta per le sue grandezze, quella che vediamo nei film e che tutto il mondo ci invidia  da millenni non esisterà più.

Siamo in un momento dove  la concorrenza è sempre più intensa, in un mondo velocissimo e troppo competitivo e se un’azienda cerca il suo dipendente è perché  ha intenzione di investire su di lui.

È per questo che risulta più difficile farsi strada e le aziende pretendono sempre più competenze.

Bisogna sapere che se l’azienda ha di fronte 2 candidati  di cui uno italiano  e il secondo, italiano, ma che nel suo curriculum e nel suo bagaglio di esperienza può fregiarsi di aver vissuto all’estero e magari aver appreso qualcosa in più solo per il fatto che non ha speso la sua vita soltanto in un luogo ma ha preferito fare numerose esperienze.

State tranquilli!!! il primo italiano ha le ore contate verrà scavalcato.

Perché continuiamo a pensare che sia normale che la popolazione media italiana non sappia parlare una lingua ormai così  globalizzata come l’inglese?  Basterebbe conoscere una lingua in più per superare il concorrente medio italiano sia che si parli di pretendenti in cerca di un lavoro sia che si parli di impresa.

Allora diamoci da fare!!!!

Quindi la  Lezione 3 è:  Fuggite dall’italia ma per tornarci.

Apprendete tante cose diverse, quelle che magari possono servire di più al vostro paese e alla vostra vita  portatevele con voi per cambiare e far progredire gli italiani come fosse una missione.

Scoprirete che sarà molto più appagante di quello che  pensavate .

“Perché la vita è troppo breve per non essere italiani.”

A proposito dell'autore

Co-Founder & Reputation Manager
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Laureato in Comunicazione sono specializzato in Personal Branding e Digital Reputation. Con la passione per il mondo Digital fin dal primo anno di università, ho potuto acquisire esperienza nell'ambito del Marketing, delI' Impresa e Hosptality. Nel tempo libero mi piace praticare Sport, Musica, Innovazione e Tecnologia.

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